- Io ero, quell'inverno, in preda ad astratti furori. Non
dirò quali, non di questo mi sono messo a raccontare. Ma bisogna dica
ch'erano astratti, non eroici, non vivi; furori, in qualche modo, per il
genere umano perduto. Il celebre incipit
del romanzo Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini ha dato vita a una formula
molto usata nella lingua italiana. Essere in preda ad astratti furori
può significare perdersi in ragionamenti eccessivamente complessi;
oppure (secondo un'interpretazione più prossima a quella del testo di
Vittorini), ripiegarsi in una contemplazione indignata dei problemi
concreti della società, senza individuare un modo per risolverli.
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